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| Bossi Fini: via del Senato alle modifiche; il Decreto Legge va ora al vaglio dalla Camera Roma, 23 ott. - L'Assemblea di Palazzo Madama mercoledi' 20 ottobre, ha approvato a maggioranza la conversione in legge del decreto che modifica alcuni punti della Bossi - Fini sulla immigrazione al centro dei rilievi, la scorsa estate, mossi dalla Corte Costituzionale. Il provvedimento va alla Camera. Questi alcuni punti importanti: Sarà il giudice di pace a convalidare l'espulsione disposta dal questore; previste garanzie processuali quali il contraddittorio, la presenza del difensore e dell'interprete; la difesa d'ufficio ed il gratuito patrocinio; innalzamento della pena alla reclusione da uno a quattro anni per i clandestini espulsi che pero' non lasciano il territorio italiano rendendo cosi' possibile un nuovo provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica. Il decreto legge recepisce i rilievi mossi dalla Corte Costituzionale nelle sentenze dello scorso 8 luglio sul procedimento di espulsione e di accompagnamento dello straniero alla frontiera. Gli immigrati, inoltre, potranno presentare le domande per ottenere il permesso di soggiorno agli sportelli delle Poste ed anche a quelli degli uffici esattoriali delle banche. E' quanto prevede l'art. 1 - bis del decreto. La modifica si e' resa necessaria sia per semplificare le procedure amministrative sia per snellire il lavoro degli uffici di pubblica sicurezza che in molti casi erano oberati di pratiche. "Questo decreto, ha osservato un relatore del dl, rappresenta un atto dovuto per correggere alcuni passaggi della legge Fini - Bossi sull'immigrazione sulla scorta delle sentenze della Corte Costituzionale, consentendo una maggiore efficienza applicativa". Si è intervenuti soltanto su ambiti specifici, in particolare a proposito del procedimento di espulsione e di accompagnamento dello straniero alla frontiera. Sarà il giudice di pace a dover convalidare entro 48 ore il provvedimento di espulsione emesso dalla autorità di pubblica sicurezza. Infatti si è preferito non scaricare ulteriori funzioni sulla magistratura togata ed è compatibile con le competenze e le attivita' affidate dall'ordinamento allo stesso giudice di pace in materia penale: esso infatti non è chiamato a comminare misure detentive ma a convalidare in via giudiziaria un provvedimento amministrativo del questore. Quindi nessuna discriminazione ma al contrario vengono estese agli immigrati clandestini alcune di quelle garanzie fondamentali che la Costituzione detta per i cittadini italiani. Inoltre si è innalzato la pena dall'arresto alla reclusione da uno a quattro anni per coloro che non ottemperano all'espulsione, consentendo di procedere all'adozione di un nuovo provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica. Sono state infine introdotte garanzie processuali quali il contraddittorio, la presenza del difensore e dell'interprete, la difesa d'ufficio e, compatibilmente alle esigenze di copertura finanziaria, il gratuito patrocinio, nonchè altri interventi di carattere tecnico e di coordinamento. |
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