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 Sommario Giurisprudenza



Giurisprudenza, sentenza e massima in diritto del lavoro

Obblighi previsti dal programma di formazione - finalità.
PRINCIPIO: Il discostamento (anche non lieve) dagli obblighi previsti dal programma di formazione non comporta la conversione del contratto ai sensi dell'art. 3 della legge n. 863/1984, qualora si accerti in concreto il raggiungimento della sua prevalente finalità, che è quella di consentire al giovane un ingresso "guidato" nel mondo del lavoro, con il superamento del gap determinato dalle precedenti esperienze esclusivamente scolari. Cassazione civile sez. lavoro del 9 febbraio 2001, sentenza n. 1907.

La responsabilità per l'igiene e la sicurezza dei luoghi di lavoro relativi agli uffici giudiziari si ripartisce tra il titolare del potere di controllo (capi degli uffici giudiziari) e il titolare del potere di spesa, spettante all'organo del comune (sindaco).
PRINCIPIO: In materia di responsabilità per l'igiene e la sicurezza dei luoghi di lavoro relativi agli uffici giudiziari, il dovere di sicurezza si ripartisce tra il titolare del potere di controllo, attribuito, dall'art. 2 d.lg. 19 marzo 1996 n. 242 e, sulla base di questo, dal decreto del Ministro della giustizia 18 novembre 1996 di attuazione, ai capi degli uffici giudiziari (che in tal modo hanno assunto la qualità di datori di lavoro ai sensi dell'art. 2 comma 1 lett. b) d.lg. 19 settembre 1994 n. 626), e il titolare del potere di spesa, spettante all'organo del comune (sindaco o assessore delegato al patrimonio immobiliare o direttore dell'ufficio tecnico dotato di poteri decisori) che eserciti in concreto la potestà di decisione e di spesa, atteso che, in forza dell'art. 1 l. 24 aprile 1941 n. 392, l'ente territoriale ha l'obbligo di provvedere a quanto necessita per "i locali ad uso degli uffici giudiziari" (Nel caso de quo è stata annullata dalla Corte, con rinvio, la sentenza di condanna del dirigente dell'ufficio tecnico comunale, perché il giudice aveva omesso l'indagine e l'accertamento in ordine all'esistenza di una richiesta di intervento del Comune da parte del capo dell'ufficio giudiziario interessato e, ove vi fosse stato un positivo riscontro, anche in ordine all'individuazione dell'organo comunale titolare del potere di decisione e di spesa). Cassazione penale, sez. III, 2 marzo 2001, sentenza, n. 20904.

Distinzione tra lavoro autonomo e subordinato - nomen iuris - gli elementi principali della subordinazione - elementi sussidiari.
PRINCIPIO: Ai fini della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato occorre andare oltre il nomen iuris e riferirsi al concreto atteggiarsi del rapporto fin dal momento della sua instaurazione e sino a quello del successivo suo svolgimento. Gli elementi che determinano la sussistenza della subordinazione, in tale prospettiva, sono l'inserimento del lavoratore nell'organizzazione aziendale, il suo assoggettamento al potere gerarchico e disciplinare. Vi sono poi altri elementi sussidiari da valutare globalmente come la retribuzione predeterminata da pagare a scadenze fisse, l'assenza di una sia pur minima struttura imprenditoriale in capo al lavoratore o l'inserimento della prestazione lavorativa offerta nell'ambito della organizzazione imprenditoriale. Cassazione civile sez. lavoro 19 05 2000, sentenza n. 6570.



Truffa aggravata nei confronti dello Stato e dell'INPS - simulazione nei contratti di formazione e lavoro.
PRINCIPIO: Commette il delitto di truffa aggravata nei confronti dello Stato e dell'Inps chi, dopo aver denunciato l'instaurazione di contratti di formazione e lavoro, di fatto ponga in essere con i propri dipendenti normali rapporti di lavoro subordinato, versando i contributi in misura inferiore al dovuto. Cassazione penale 1 marzo 2001, Sezione II sentenza n. 8562.

Responsabilità del dirigente per ogni violazione di specifiche norme antinfortunistiche - la nozione di datore di lavoro pubblico nel dirigente - la posizione di garanzia assunta dal sindaco e dagli assessori in materia di prevenzione.
PRINCIPIO: In tema di norme per la prevenzione dagli infortuni, non si può ascrivere al dirigente ogni violazione di specifiche norme antinfortunistiche atteso che, sebbene l'art. 2, lett. b), seconda parte, D. Lgs. n. 626 del 1994, individua la nozione di datore di lavoro pubblico nel dirigente al quale spettano i poteri di gestione, l'art. 4, comma 12, D. Lgs citato ribadisce il principio fondamentale in materia di delega di funzioni secondo cui, attesa la posizione di garanzia assunta dal sindaco e dagli assessori in materia di prevenzione, la delega in favore del dirigente assume valore solo ove gli organi elettivi e politici siano incolpevolmente estranei alle inadempienze del delegato e non siano stati informati, assumendo un atteggiamento di inerzia e di colpevole tolleranza. (Nel caso di turno la Cassazione ha ritenuto corretta la decisione dei giudici di merito i quali avevano affermato, oltre quella del dirigente che non si era avvalso dei dipendenti comunali per effettuare le opere minimali necessarie, anche la responsabilità penale del sindaco il quale, messo a conoscenza delle violazioni esistenti e delle misure da adottare, non aveva provveduto a richiedere le necessarie variazioni in bilancio per una partita relativa a poche opere provvisionali e neppure azionato i poteri di impegnativa di spese del cd. fondo di riserva). Cassazione sez. penale III, 24 novembre 2000 n. 257.

Penalmente responsabili il sindaco e il capo dell’ufficio tecnico per inosservanza delle norme relative alla prevenzione antinfortunistica e di sicurezza.
PRINCIPIO: E' penalmente responsabile un sindaco che, pur avvertito, non si curi di far rimuovere possibili violazioni a norme relative alla prevenzione antinfortunistica. E’ ininfluente se il provvedere richieda una maggiore spesa non preventivata, in quanto il sindaco ha sempre il potere di chiedere le necessarie variazioni in bilancio, o di attingere ''al fondo di riserva''. Le stesse responsabilità riguardano anche il capo dell'Ufficio Tecnico del Comune, se, avvertito della violazione, non si avvalga dell'opera dei dipendenti comunali per effettuare le opere richieste. Nella specie il sindaco e il capo dell’ufficio tecnico sono stati condannati dalla Pretura di Lucera per inosservanza delle norme di sicurezza durante l'esecuzione di lavori ad una scuola elementare. Cassazione sentenza 20-02-2001 n. 257.



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