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REGOLE GENERALI PER PARTECIPARE AD UNA ASTA GIUDIZIARIA

Chi può partecipare ad una asta giudiziaria.
Può concorrere all'asta ogni persona giuridicamente capace ad eccezione di quelle indicate nell'art. 1471 c.c. Il divieto di cui all'art. 1471, n. 2 c.c., colpisce tutti coloro i quali, nell'esercizio di una pubblica funzione, prendono parte alla procedura relativa al trasferimento coattivo di un bene da un soggetto ad un altro.

La vendita Mobiliare senza incanto.
L'art. 532 c.p.c. prevede la vendita a trattativa privata di beni mobili pignorati. L'Istituto Vendite Giudiziarie opera per effetto dell'art. 159 DD.AA. c.p.c. quale commissionario giudiziale, provvedendo alle operazioni di vendita secondo le statuizioni contenute nel provvedimento giudiziale e le norme del regolamento ministeriale. Tale tipo di vendita cede in parte all'ordinaria espropriazione forzata, ma è pur sempre regolata dalla stesse norme del codice civile circa gli effetti materiali e traslativi (artt. 2919 e ss.) della vendita forzata. L'art. 533 c.p.c. disciplina le modalità di vendita, gli obblighi del commissionario e l'efficacia temporanea dell'incarico a vendere. Nella prassi è sufficiente fare un'offerta all'Istituto Vendite Giudiziarie: il bene è ceduto al miglior offerente. Si tenga presente che il bene viene venduto "nello stato di fatto e di diritto in cui si trova": è quindi opportuno valutarlo attentamente. Per questo, l'Istituto Vendite Giudiziarie offre a chiunque l'opportunità di visionare personalmente e, volendo, accompagnati da esperti nel settore, i beni in vendita.

La vendita Mobiliare con incanto.
Dal combinato disposto dell'art. 534 c.p.c. e l'art. 159 DD.AA al c.p.c. è desumibile, a favore degli Istituti Vendita Giudiziaria, un diritto di esclusiva in materia di vendita all'incanto.
La procedura dell'asta è regolata dagli artt. 534, 535, 536, 537 e 538 c.p.c.
La vendita all'incanto deve essere preceduta dalla pubblicità legale e commerciale, nonché dagli avvisi delle vendite che, ai sensi dell'art. 16 del D.M. n.109/97, sono pubblicate sul "Bollettino Ufficiale delle Aste Giudiziarie" edito dall' Istituto vendite giudiziarie. L'incanto è aperto a tutte le persone presenti nel luogo dove si svolge, siano essi i locali dell'Istituto o il luogo di custodia dei beni. Le persone presenti, secondo la prevalente giurisprudenza e dottrina, devono essere almeno due.
Le cose da vendere si offrono singolarmente, oppure a lotti, per il prezzo base (di cui all'art. 535 c.p.c.) o, nel caso di vendita al II° incanto (art. 538 c.p.c.), al migliore offerente.
L'aggiudicazione avviene a favore del maggiore offerente allorché, dopo una duplice enunciazione del prezzo raggiunto, non è fatta una maggiore offerta.
L'aggiudicatario è tenuto, a norma dell'art. 540 c.p.c., a pagare immediatamente per contanti il prezzo. In caso di inadempienza (art. 540 c.p.c.) si procederà alla rivendita delle cose, mediante nuovo incanto, a spese e sotto la responsabilità dell'aggiudicatario.

Vendite particolari conseguenti a procedure speciali
Rientrano nella competenza degli Istituti Vendita Giudiziaria le varie vendite che trovano il loro prototipo negli artt. 1515, 1516 c.c. e 83 DD. AA. c.c., articoli che consentono la soddisfazione coattiva del privato ( la vendita in danno ­ l'acquisto in danno ).
Lo stesso dicasi per la vendita delle quote, la vendita dei beni mobili sequestrati in quanto assistititi da privilegio, in base al d. lgs. 1.9.1993, come modificato dalla legge 17.2.1994, n. 135 ( credito agrario e peschereccio ), la cui esecuzione è standardizzata sulle norme della procedura dell' "esecuzione per autorità del creditore", la vendita dei corpi di reato su richiesta del cancelliere, la vendita degli autoveicoli gravati da privilegio del venditore -in base al d.p.r. 15.3.27, n. 436- e le vendite coattive conseguenti il procedimento per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato o di Enti pubblici ( R.D. 14.4.1910, n. 639 ).

Vendita di beni fallimentari.
L'art. 29 del D.M. n. 109/97 disciplina le modalità attuative da porre in essere qualora oggetto della vendita siano beni appartenenti alla procedura concorsuale.
In base all'art. 106 della legge fallimentare, il giudice delegato ha facoltà di optare per la vendita all'incanto affidando l'incarico all'Istituto Vendite Giudiziarie. L'incanto si svolge alla presenza del curatore fallimentare ed è regolato dalle norme stabilite dagli artt. 534 e ss. del c.p.c. Se la vendita è senza incanto l'Istituto Vendita Giudiziaria provvede all'alienazione dei beni fallimentari, secondo le norme previste dagli artt. 532 e 533 c.p.c., e, comunque, nel rispetto delle modalità stabilte dal giudice fallimentare per la liquidazione del patrimonio mobiliare.
Riceve anche le offerte pervenute direttamente al curatore, e da questi trasmesse, provvedendo ad invitare gli offerenti, nel caso di più proposte, ad una gara sull'offerta maggiore.


LEGGI SPECIALI E SINGOLI ARTICOLI CHE REGOLANO LA ASTA GIUDIZIARIA


Il testo dell'art. 159 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, citato in premessa, come modificato dall'art. 87 della legge 26 novembre 1990, n. 353, è il seguente:
"Art. 159 (Istituti autorizzati all'incanto e all'amministrazione dei beni).
- Gli istituti ai quali possono essere affidate le vendite all'incanto di beni mobili a norma dell'art. 534 del codice o l'amministrazione giudiziaria dei beni immobili a norma dell'art. 592 del codice sono autorizzati con decreto del ministro di grazia e giustizia. Agli istituti autorizzati alla vendita all'incanto dei mobili pignorati può essere affidata anche la custodia e la vendita dei mobili stessi previste negli articoli 520, secondo comma, e 532 del codice; ad essi può essere in oltre affidata qualsiasi altra vendita mobiliare disposta dall'autorità giudiziaria.
- Il Ministro di grazia e giustizia stabilisce le modalità e i controlli per l'esecuzione degli incarichi indicati nei commi precedenti, nonche' la misura dei compensi dovuti agli Istituti.
- Il decreto ministeriale 20 giugno 1960, modificato con decreto ministeriale 11 gennaio 1965, reca: "Approvazione del regolamento unico per gli Istituti di vendite giudiziarie".
- Il comma 3 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando al legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", sino adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.

Il testo dell'art. 532 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 532 (Vendita a mezzo di commissionario).
- Quando lo ritiene opportuno, il pretore può disporre che le cose pignorate siano affidate a un commissionario, affinchè procede alla vendita.
- Nello stesso provvedimento il pretore, sentito quanto occorre uno stimatore, fissa il prezzo minimo della vendita e l'importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al commissionario una cauzione. Se il valore delle cose risulta da listino di borsa o di mercato, la vendita non può essere fatta a prezzo inferiore al minimo ivi segnato".

Il testo dell'art. 533 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 533 (Obblighi del commissionario).
- Il commissionario non può vendere se non per contanti. Egli è tenuto in ogni caso a documentare le operazioni di vendita mediante certificato, fattura o fissato bollato in doppio esemplare, uno dei quali deve essere consegnato al cancelliere col prezzo ricavato dalla vendita, Nel termine stabilito dal pretore nel suo provvedimento. Qualora la vendita senza incanto non avvenga nel termine di un mese dal provvedimento di autorizzazione, Il commissionario, salvo che il termine sia prorogato su istanza di tutti i creditori intervenuti, deve riconsegnare i beni, affinchÈ siano venduti all'incanto. Il compenso al commissionario e' stabilito dal pretore con decreto".

Il testo dell'art. 538 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 538 (Nuovo incanto).
- Quando una cosa messa all'incanto resta invenduta, il cancelliere ne dà notizia alle parti. Se delle cose invendute nessuno dei creditori chiede l'assegnazione per il presso fissato a norma dell'art. 535, secondo comma, il pretore ordina un nuovo incanto nel quale e' ammessa qualsiasi offerta".

Il testo dell'art. 504 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 504 (Cessazione della vendita forzata).
- Se la vendita è fatta in più volte o in più lotti, deve cessare quando il prezzo già ottenuto raggiunge l'importo delle spese e dei crediti menzionati nell'art. 495, primo comma".

Il testo dell'art. 2756 del codice civile, è il seguente:
"Art. 2756 (Crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento).
- I Crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o al miglioramento di beni mobili hanno privilegio sui beni stessi, purchè questi si trovino ancora presso chi ha fatto le prestazioni o le spese. Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulla cosa, qualora chi ha fatto le prestazioni o le spese sia stato in buona fede. Il creditore può ritenere la cosa soggetta al privilegio finchè non è soddisfatto del suo credito e può anche venderla secondo la norme stabilite per la vendita del pegno".

Il testo dei commi terzo e quarto dell'art. 2761 (Crediti del vettore, del mandatario del depositario e del sequestratario) del codice civile, è il seguente:
"I crediti derivanti dal deposito o dal sequestro convenzionale a favore del depositario e del sequestratario hanno parimenti privilegio sulle cose che questi detengono per effetto del deposito o del sequestro. Si applicano a questi privilegi le disposizioni del secondo e del terzo comma dell'art. 2756".



Il testo dell'art. 490 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 490 (Pubblicità degli avvisi).
- Quando la legge dispone che di un atto esecutivo sia data pubblica notizia, un avviso contenente tutti i dati, che possono interessare il pubblico, deve essere affisso per tre giorni continui all'albo dell'ufficio giudiziario davanti al quale si svolge il procedimento esecutivo. In caso d'espropriazione immobiliare il medesimo avviso e' inserito nel Foglio degli annunzi legali della provincia in cui ha sede lo stesso ufficio giudiziario. Il giudice può anche disporre che l'avviso sia inserito una o più volte in determinati giornali e, quando occorre, che sia divulgato con le forme della pubblicità commerciale".

Il testo dell'art. 167 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 167 (Processo verbale di consegna al commissionario).
- Il cancelliere redige processo verbale della consegna delle cose pignorate al commissionario per la vendita. Su esso debbono essere descritte le cose consegnate. La descrizione può farsi con riferimento a quella contenuta nell'atto di pignoramento del quale il commissionario deve dichiarare di avere presa esatta cognizione.

Il testo dell'art. 67 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 67 (Responsabilità del custode).
- Ferme le disposizioni del codice penale, il custode che non esegue l'incarico assunto può essere condannato dal giudice a una pena pecuniaria non superiore a lire ventimila. Egli è tenuto al risarcimento dei danni cagionati alle parti, se non esercitata la custodia da buon padre di famiglia".

Il testo degli articoli 353 e 354 del codice penale, è il seguente:
"Art. 353 (Turbata libertà degli incanti). - Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti (c.p.c. art. 576; c.p.p. art. 625) o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti, è punito con la reclusione fino a due anni e con al multa da lire quaranta mila a quattrocentomila.
Se il colpevole e' persona preposta dalla legge o dall'autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da lire duecentomila q ottocentomila.
Le pene stabilite in questo articolo si applicano anche nel caso di licitazioni private per conto di privati, dirette da un pubblico ufficiale o da persona legalmente autorizzata; ma sono ridotte alla metà".

"Art. 354 (Astensione dagli incanti).
- Chiunque, per denaro, dato o promesso a lui o ad altri, o per altra utilità a lui o ad altri data o promessa, si astiene dal concorrere agli incanti o alle licitazioni indicati nell'articolo precedente, e' punito, con la reclusione sino a sei mesi o con la multa fino al lire duecento mila".

Il testo dell'art. 354 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 534 (Vendita all'incanto).
- Quando la vendita deve essere fatta ai pubblici incanti, il pretore, col provvedimento di cui all'art. 530, stabilisce il giorno, l'ora e il luogo in cui deve eseguirsi, e ne affida l'esecuzione al cancelliere o all'ufficiale giudiziario o a un istituto all'uopo autorizzato.
Nello stesso provvedimento il pretore può disporre che, oltre alla pubblicità prevista dal primo comma dell'art. 490, sia data anche una pubblicità straordinaria a norma del comma terzo dello stesso articolo".

Il testo dell'art. 535 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 535 (Prezzo base dell'incanto).
- Se il valore delle cose risulta sa listino di borsa o di mercato, il prezzo base e' determinato dal minimo del giorno precedente alla vendita.
In ogni altro caso il pretore, nel provvedimento di cui all'art. 530, sentito quando occorre un stimatore, fissa il prezzo di apertura dell'incanto e autorizza, se le circostanze lo consigliano, la vendita la migliore offerente senza determinare il prezzo minimo".

Il testo dell'art. 536 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 536 (Trasporto e ricognizione delle cose da vendere).
- Chi è incaricato della vendita fa trasportare, quando occorre, le cose pignorate nel luogo stabilito per l'incanto, e può richiedere l'intervento della forza pubblica. In ogni caso, prima di addivenire agli incanti deve fare, in concorso col custode, la ricognizione degli oggetti da vendersi, confrontandoli con la descrizione contenuta nel processo verbale di pignoramento".

Il testo dell'art. 537 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 537 (Modo dell'incanto). - Le cose da vendere si offrono singolarmente oppure a lotti secondo la convenienza, per il prezzo base di cui all'art. 535. L'aggiudicazione al maggiore offerente segue quando, dopo una duplice enunciazione del prezzo raggiunto, non e' fatta una maggiore offerta.
Se la vendita non può compiersi nel giorno stabilito, e' continuata nel primo giorno seguente non festivo. Dall'incanto si redige processo verbale, che si deposita immediatamente nella cancelleria".

Il testo dell'art. 538 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 538 (Nuovo incanto).
- Quando una cosa messa all'incanto resta invenduta, il cancelliere ne dà notizia alle parti. Se delle cose invendute nessuno dei crediti chiede l'assegnazione per il prezzo fissato a norma dell'art. 535, secondo comma, il pretore ordina un nuovo incanto nel quale e' ammessa qualsiasi offerta".

Il testo dell'art. 540 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 540 (Pagamento del prezzo e rivendita). - La vendita dell'incanto si fa per contanti. Se il prezzo non e' pagato, si procede immediatamente a nuovo incanto, a spese e sotto la responsabilità dell'aggiudicatario inadempiente.
La somma ricavata dalla vendita e' immediatamente consegnata al cancelliere per essere depositata con le forme dei depositi giudiziari".



Il testo delle disposizioni di attuazione c.p.c. relative alla vendita all'incanto è il seguente:
"Art. 159 (Istituti autorizzati all'incanto e all'amministrazione dei beni).
- Gli istituti ai quali possono essere affidate le vendite all'incanto dei beni mobili a norma dell'art. 534 del codice o l'amministrazione giudiziaria dei beni immobili a norma dell'art. 592 del codice sono autorizzati con decreto del Ministro di grazia e giustizia. Agli istituti autorizzati alla vendita all'incanto dei mobili pignorati può essere affidata anche la custodia e la vendita dei mobili stessi previste negli articoli 520, secondo comma, e 532 del codice; ad essi può essere in oltre affidata qualsiasi altra vendita mobiliare disposta dall'autorità giudiziaria".
"Art. 160 (Forme degli avvisi).
- Gli avvisi che la legge prescrive sino fatti ai creditori e agli altri intervenuti nel procedimento esecutivo debbono essere sottoscritti dal creditore o dal cancelliere a cura del quale sono notificati".
"Art. 161 (Giuramento dell'esperto e dello stimatore).
- L'esperto nominato dal giudice a norma dell'art. 568, ultimo comma del codice presta giuramento di bene e fedelmente procedere alle operazioni affidategli. L'ufficiale giudiziario che per stima delle cose da pignorare si avvale dell'opera di uno stimatore, prima che questi incominci le sue operazioni, deve raccoglierne il giuramento di bene e fedelmente procedere alla stima".
"Art. 162 (Deposito del prezzo di assegnazione).
- La parte del valore della cosa assegnata che eccede il credito dell'assegnatario deve essere depositata nelle forme dei depositi giudiziari".
"Art. 163 (Ordine di cessazione della vendita forzata).
- La cessazione della vendita forzata prevista dall'art. 504 del codice è disposta dal giudice dell'esecuzione se questi presiede alla vendita, o altrimenti dall'ufficiale incaricato della stessa, che ne riferisce immediatamente al giudice che lo ha nominato. In questo caso il giudice, sentite le parti, pronuncia definitivamente sulla cessazione".
"Art. 164 (Atti di trasferimento del bene espropriato).
- Il giudice dell'esecuzione, in seguito all'alienazione del bene espropriato, compie il luogo del debitore tutti gli atti necessari al trasferimento del bene all'acquirente".

Il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, reca: "Disciplina del fallimento del concordato preventivo, della amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa". Il testo dell'art. 34 è il seguente:
"Art. 34 (Deposito delle somme riscosse).
- Le somme riscosse a qualunque titolo del curatore, dedotto quanto il giudice delegato con decreto dichiara necessario per le spese di giustizia e di amministrazione, devono essere depositate entro cinque giorni presso l'ufficio postale o presso un istituto di credito indicato dal giudice, con le modalità da lui stabilite.
Il deposito deve essere intestato all'ufficio fallimentare e non può essere ritirato che in base a mandato di pagamento del giudice delegato.
In caso di mancata esecuzione del deposito nel termine prescritto, il tribunale dispone la revoca del curatore".

Il testo dell'art. 264 del codice di procedura penale, è il seguente:
"Art. 264 (Provvedimenti in caso di mancata restituzione).
– 1. Dopo un anno dal giorno in cui la sentenza è divenuta inoppugnabile, se la richiesta di restituzione non e' stata proposta o e' stata respinta, il giudice dell'esecuzione dispone con ordinanza che il denaro, i titoli al portatore, quelli emessi o garantiti dallo Stato anche se non al portatore e i valori di bollo siano depositati nell'ufficio del registro del luogo. Negli altri casi, ordina la vendita delle cose, secondo la loro qualità, nelle pubbliche borse o all'asta pubblica, da eseguirsi a cura della cancelleria. Tuttavia, se tali cose hanno interesse scientifico ovvero pregio di antichità o di arte, ne e' ordinata la consegna al Ministro di grazia e giustizia.
2. L'autorità giudiziaria può disporre la vendita anche prima del termine indicato nel comma 1 o immediatamente dopo il sequestro, se le cose non possono essere custodite senza pericolo di deterioramento o senza rilevante dispendio.
3. La somma ricavata dalla vendita e' versata in deposito giudiziale nell'ufficio postale del luogo. Questa somma e i valori depositati presso l'ufficio del registro, dedotte le spese indicate nell'art. 265, sono devoluti dopo due anni alla cassa delle ammende se nessuno ha provato di avervi diritto".

Il testo dell'art. 65 del codice di procedura civile, è il seguente:
"Art. 65 (Custode). - La conservazione e l'amministrazione dei beni pignorati o sequestrati sono affidati ad un custode quando la legge non dispone altrimenti.
Il compenso al custode è stabilito, con decreto, dal pretore nel caso di nomina fatta dall'ufficiale giudiziario, e in ogni altro caso dal giudice che l'ha nominato".

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Leggi le note legali & condizioni di utilizzo. A cura del Dott. Rodolfo Iaconello. Sede legale in Caltanissetta (italy).